La protezione dal terrorismo è un compito dello Stato

L'Associazione federale per la sicurezza degli eventi (bvvs) è profondamente sconvolta dagli eventi verificatisi durante il Christopher Street Day a Berlino. Il nostro pensiero va alle persone coinvolte e ai familiari delle vittime. Auguriamo ai feriti una pronta e completa guarigione.

Esprimersi già ora sugli eventi concreti e sulle misure di sicurezza adottate sarebbe prematuro e inopportuno. Spetta alle autorità investigative competenti fare chiarezza. Il bvvs non si lascia coinvolgere in congetture o speculazioni.

Poiché i veicoli sono stati ripetutamente utilizzati come strumenti del reato e, in seguito a tali eventi, riceviamo regolarmente numerose richieste da parte della stampa, desideriamo illustrare la nostra posizione di principio in merito alla protezione degli eventi.

Alcuni eventi richiedono una protezione particolare

Il fatto dimostra ancora una volta che determinati eventi, in ragione della loro importanza, del loro valore simbolico o del loro grado di vulnerabilità, necessitano di una protezione speciale. La protezione da attentati terroristici e da attacchi mirati con veicoli è un compito dello Stato e non può essere trasferita agli organizzatori.

Dal punto di vista del bvvs, manca ancora in larga misura la necessaria coerenza da parte dei ministeri degli Interni regionali e delle polizie regionali. La situazione di rischio astratta è ormai valutata come elevata dal ministro federale degli Interni. Già questo dovrebbe costituire un motivo sufficiente per attribuire maggiore priorità alla protezione degli eventi a rischio, non solo per quanto riguarda la sicurezza degli accessi. A tal fine, le autorità di polizia necessitano di competenze chiare, criteri di valutazione uniformi e istruzioni operative concrete.

La protezione degli accessi deve essere disposta dallo Stato e pianificata in modo professionale

Diversi pareri giuridici attribuiscono allo Stato la responsabilità della difesa contro le minacce terroristiche. Anche il Cancelliere federale Friedrich Merz ha dichiarato che la protezione degli eventi dalle minacce terroristiche è di competenza dello Stato. Nella pratica dei Länder, tuttavia, questa posizione non ha finora trovato quasi alcun riscontro; il Land di Berlino costituisce in questo senso un’eccezione positiva.

La necessità di misure di protezione degli accessi deve essere determinata sulla base di un’analisi dei rischi scientificamente fondata. La valutazione di una minaccia terroristica spetta in particolare alla polizia e alle autorità di sicurezza. Gli organizzatori e i progettisti specializzati possono contribuire con la loro conoscenza dell’evento, delle condizioni locali e dei processi operativi, ma non possono sostituire la valutazione dei rischi effettuata dallo Stato.

«I progettisti specializzati possono fornire supporto in molte fasi – dall’analisi delle condizioni locali allo sviluppo di misure adeguate, fino all’elaborazione di un piano di protezione degli accessi. La responsabilità di tale pianificazione e del finanziamento delle misure che ne derivano dovrebbe tuttavia ricadere sugli enti statali», spiega Dennis Eichenbrenner, presidente del bvvs.

Attualmente, in molti Länder la valutazione dei rischi, la pianificazione, l’organizzazione e il finanziamento vengono spesso trasferiti in larga misura agli organizzatori. Questi ultimi, tuttavia, non dispongono né delle informazioni necessarie provenienti dalla polizia e dai servizi di intelligence, né dei poteri sovrani necessari per poter valutare in modo definitivo e scongiurare le minacce terroristiche. I ministri degli Interni dei Länder sono pertanto invitati ad adempiere alle proprie responsabilità e a creare strutture affidabili su tutto il territorio.

Le singole barriere non costituiscono ancora un piano di protezione degli accessi

Le misure necessarie devono essere pianificate in modo professionale e definite nell’ambito di un piano coordinato di protezione degli accessi. Tale piano deve tenere conto, in particolare, degli obiettivi di protezione, delle condizioni locali, dell’efficienza dei sistemi impiegati, nonché delle esigenze della polizia, dei vigili del fuoco, dei servizi di soccorso, della logistica dell’evento e dei residenti. Le richieste generiche di barriere o soluzioni isolate messe in atto con breve preavviso non garantiscono automaticamente una maggiore sicurezza. Misure pianificate in modo inadeguato possono anzi causare nuovi pericoli – ad esempio a causa di vie di fuga e di soccorso ostruite o di ritardi nell’accesso delle forze di intervento.

Competenza specialistica anziché certificati formali

I piani di protezione degli accessi devono essere elaborati da persone competenti, in possesso delle conoscenze e dell’esperienza pratica necessarie. Tra queste rientrano anche conoscenze approfondite in materia di sicurezza degli eventi.

«La qualità di un piano di protezione degli accessi non si misura in base alla denominazione di un certificato, ma alle competenze tecniche e specialistiche dimostrabili di chi lo progetta. Non esiste una qualifica minima prescritta a livello generale, un’autorizzazione speciale o una certificazione internazionale obbligatoria in questo ambito», spiega Daniel Schlatter, giurista del bvvs.

La protezione dei dati non deve ostacolare le misure di sicurezza necessarie

Le questioni relative alla protezione dei dati non devono servire in modo generico come giustificazione per omettere il necessario scambio di informazioni tra autorità e organismi coinvolti o i necessari controlli sulle persone che ricoprono funzioni rilevanti per la sicurezza.

Tali misure richiedono una base giuridica solida e devono essere necessarie, mirate e proporzionate. In assenza di basi giuridiche chiare per un necessario scambio di informazioni o per adeguati controlli sul personale, la Federazione e i Länder sono chiamati a crearle.

Nessuna sicurezza assoluta – ma lacune evitabili

Non è possibile garantire una protezione al 100% degli eventi. Tuttavia, sussistono lacune nell’adempimento dei compiti da parte dei ministeri dell’Interno e delle autorità di polizia. Sono necessarie procedure comprensibili a livello nazionale, responsabilità chiare e una collaborazione affidabile tra autorità di sicurezza, comuni, organizzatori e progettisti specializzati.

Gli organizzatori sono responsabili dell’organizzazione e dello svolgimento in sicurezza dei propri eventi. La protezione dal terrorismo, tuttavia, non può e non deve essere un loro compito.

Per l’Associazione federale per la sicurezza degli eventi e.V.

Dennis Eichenbrenner, presidente

Contatto con la stampa
bvvs - Bundesverband Veranstaltungssicherheit e.V.

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