L’Associazione europea dei centri per eventi (EVVC) si dichiara fermamente a favore del mantenimento delle frequenze UHF per il settore degli eventi. Ciò è motivato dall’attuale studio commissionato dagli operatori di telefonia mobile Telekom, Vodafone e Telefónica, che raccomanda una ridistribuzione delle frequenze a favore della telefonia mobile. Anche gli sviluppi relativi alla legge di modifica della TKG del 2026 destano preoccupazione nell’associazione.
«Lo studio è decisamente insufficiente e considera la questione quasi esclusivamente dal punto di vista dei suoi committenti», spiega René Tumler, amministratore delegato dell’EVVC. «Esso trascura in larga misura l’immensa importanza delle frequenze per gli eventi aziendali, sportivi e culturali, come concerti e spettacoli. I microfoni wireless, i sistemi in-ear e numerose altre applicazioni, anche per procedure rilevanti ai fini della sicurezza, sono componenti indispensabili di un settore degli eventi efficiente».
Anche la presidente dell’EVVC, Ilona Jarabek, mette in guardia dalle conseguenze di un’ulteriore riduzione dello spettro: «Il settore degli eventi ha bisogno di certezza nella pianificazione e di condizioni quadro affidabili. Il nostro settore non deve rimanere indietro nella competizione per le frequenze. Le decisioni prese finora a livello internazionale hanno confermato l’importanza della banda UHF per la radiodiffusione e la cultura: occorre mantenere questa linea affinché anche in futuro il pubblico possa ascoltare ogni oratore sul podio o ogni artista e gruppo musicale. Anche per poter realizzare gli eventi senza intoppi e garantirne la sicurezza, abbiamo ancora bisogno delle nostre frequenze.»
L’EVVC sostiene espressamente la posizione del dott. Jochen Zenthöfer e dell’iniziativa «SOS – Save Our Spectrum», che da anni sottolinea l’importanza dello spettro delle frequenze per la cultura, i media e gli eventi.
L’EVVC esorta pertanto la politica e le autorità di regolamentazione a tenere adeguatamente conto delle esigenze del settore PMSE in tutte le future decisioni relative alle frequenze e a garantire a lungo termine le frequenze culturali esistenti.
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